Alessandro Saviola, resto sempre Viadanese

Alessandro Saviola durante un'intervista Tv
Nostra intervista
Ha ereditato un impero ma non si atteggia ad imperatore, Alessandro Saviola, 37 anni amministratore unico del gruppo Mauro Saviola. Così giovane alla guida di un gruppo da 600 milioni all'anno è più un onere o un onore? 
Beh entrambe le cose, da un lato è un onere, il peso del quale è però reso più leggero dall'onore di guidare una casa comune che dà lavoro a molte persone e la mia famiglia ed io ne sentiamo la responsabilità sociale. 
Gira il mondo si sente ancora Viadanese? 
Certo, Non ho mai immaginato la mia vita fuori da Viadana, come mio padre sento il territorio nel cuore. 
Si sente parlare di crisi, i viadanesi che lavorano nel gruppo possono stare tranquilli? Si, si, tranquilli perché i problemi occupazionali dovuti alla crisi si sono risolti privilegiando il nostro personale interno rispetto alle esternalizzazioni. 
E gli americani? 
Un fondo d'investimento un paio d'anni fece un'offerta ma noi non abbiamo mai avuto intenzione di vendere, ora il canale oltreoceano resta aperto ma solo per quanto riguarda collaborazioni come joint venture o partnership. Agli americani interessa il come dal legno di scarto facciamo mobili, potremmo insegnarglielo, ma di vendere non se ne parla. 
Recentemente a Mela Verde la si è vista in tv, ha fatto un corso per  affrontare le telecamere con quella dimestichezza? (sorride)
Dovevate vedermi prima di cominciare ma dopo, con le riprese passa tutta l'emozione. 
Crede più in Dio o nell'Uomo?
Credo in Dio ma anche negli uomini, un gruppo come il nostro è strettamente legato agli uomini che ogni giorno mettono in comune le forze per farlo vivere e progredire.
 E la fortuna? 
Rispondo con le parole di mio padre: "Più lavoro più ne ho". 
Come va il mobile in kit? 
E' quello con più prospettiva, il mobile negli ultimi anni sta diventando un bene di consumo a differenza degli anni passati in cui veniva visto come un bene che doveva durare a lungo, oggi anche il mobile risponde alle mutate esigenze moderne più dipendenti da spazio e versatilità che valore e durata. 
Siamo usciti dalla crisi? 
Possiamo dire che siamo tornati a crescere del 5%, il ché ci lascia sperare ma con un cauto ottimismo. 
Delocalizzazioni? 
No, non si taglierà mai a Viadana per portare all'estero.