Viadanese grave in Messico. La clinica vuole 2mila euro al giorno

Ivan Bojarskyj
E' stato ritrovato per la strada a Progreso, una cittadina messicana, dove Giovanni Bojarskyj detto Ivan era in vacanza
Col cranio sanguinate e in stato confusionale è stato ricoverato in una clinica dello Yucatan. Sconosciute le cause del trauma sta di fatto che la clinica ove è ricoverato minaccia di sospendere le cure se non verrà saldata la fattura ora ammontante a 15mila euro ma che sale di 2mila euro al giorno. Il viadanese - che ha 70 anni - si trova ora intubato e in coma farmacologico, la clinica che lo ospita minaccia di spegnere le macchine che lo tengono in vita se non si provvederò al più presto a pagare il "salatissimo" conto accumulato in pochi giorni dal ricovero avvento a fine dicembre. Ivan che risiedeva all'estero ma ogni anno tornava a Viadana - dove ha un nipote - era in contatto con l'associazione mantovani nel mondo che ora si è attivata per far intervenire le autorità diplomatiche che per ora non sembrano orientate a farsi carico delle spese sanitarie, spese che nemmeno il nipote si può permettere di accollarsi. A Viadana Ivan ha vissuto fino all'età di 18 anni - ha quindi amici d'infanzia - poi è emigrato all'estero (quando suo padre annegò in Po)  per finire dopo vari spostamenti in Canada dove lavorava presso un centrale nucleare come tecnico. Un ampio articolo è stato pubblicato stamane sulla Gazzetta.