Viadana Té concerto alla scuola di musica

Tè Concerto presso la Scuola Comunale di Musica di Viadana domenica 26 febbraio alle 17.00.
Il titolo del concerto è "Ah, Sudamerica!"  con FABRIZIO BENEVELLI (saxofoni e clarinetti) e SIMONE BENEVENTI (marimba e piccole percussioni).

Un progetto che rende omaggio a celebri autori e musicisti sudamericani che con le loro raffinate composizioni hanno fatto cantare e ballare tutto il mondo al ritmo della della musica latina.
Il duo “Sax e Marimba” (strumento a percussione a tastiera nato esattamente in Guatemala e Honduras per la musica popolare) restituisce alla musica sudamericana tutto il calore delle sue origini.
La marimba con il suo suono morbido ma incisivo accompagna e sostiene il fraseggio del sax che da voce ad un canto che è quasi parola.
Da una complicità cameristica che guarda dritto alla spontaneità del folklore e della tradizione, nasce un suono fatto di legni percossi e vento soffiato. 
Musica raffinata e al contempo popolare, allegra, frizzante, conviviale e generosa.

Il concerto è dedicato alla musica argentina , cubana ma soprattutto al "choro brasiliano".
Choro è un termine poroghese che significa lamento o pianto, popolarmente chiamato chorinho, è la struttura portante della musica strumentale tradizionale brasiliana.
Lo Choro nasce intorno al 1870 a Rio de Janeiro: la formazione più caratteristica era il cosiddetto "quarteto ideal": chitarra (violão), flauto, cavaquinho e pandeiro (percussione).
Heitor Villa Lobos, compositore "colto" brasiliano del neoclassicismo musicale, lo definisce come l'essenza dell'anima musicale brasiliana. 
Uno dei grandi maestri di questo genere (choro) era Pixinguinha che fu un fecondo compositore musicale, un abile strumentista, soprattutto dedito al flauto e al saxofono, oltre che un bravissimo cantante.

L'intento di questo incontro musicale con Simone Beneventi e la sua "Percussione Temporanea" è quello di far vivere in Italia al pubblico la Roda de choro: 

Una roda de choro non è un vero concerto perché, di fronte al pubblico, i musicisti non si assumono la responsabilità di dare a vedere un «prodotto finito», bensì la Musica che vivono durante la Roda de Choro. Si rischia di ascoltare un brano suonato in un modo un po' sbagliato, oppure di vedere un musicista alzarsi per rovistare in un mucchio di spartiti, ma soprattutto si rischia di essere partecipi di un  grande momento di Musica. 
Non ci sono garanzie e il pubblico non viene trattato come un consumatore.  Non si va a vedere una Roda de Choro, vi si partecipa. L'unica differenza tra musicisti e pubblico è che il pubblico non ha gli strumenti. Il pubblico partecipa alla Roda de Choro tanto quanto i musicisti, si mette intorno a loro, vive contemporaneamente la Musica. Si condivide lo spazio, non c'è l'obbligo di applaudire, né di tacere per ascoltare. 
Le «regole» sono chiare: il solista può abbellire la melodia liberamente, senza però tradire mai il compositore.