Viadana. "Costi delle sale civiche"

I sottoscritti movimenti Nonsoloverdi e 5 Stelle a conoscenza che, con una recente deliberazione di Giunta, l'Amministrazione Comunale di Viadana ha notevolmente aumentato i corrispettivi per l'utilizzo delle sale del Muvi adibite a convegni ed eventi di natura socio culturale organizzati da società ed associazioni locali portando la quota massima addirittura a Euro 350 più IVA ed impedendo nel contempo l'utilizzo degli ambienti per scopi politici, ribadiscono la ferma contrarietà a tale provvedimento che risulta sfavorire la libera espressione culturale e associativa del territorio che ha necessità di trovare luoghi di incontro per attività che tornano a vantaggio per la crescita e la formazione di tutta la comunità Viadanese. Tale scelta risulta eccessivamente onerosa per le singole associazioni, movimenti, gruppi culturali del territorio  non aventi scopo di lucro ma che  sussistono attraverso il volontariato e l'impegno sociale, contrasta anche con le finalità dello stesso Statuto comunale e della Costituzione italiana, è chiaro che l'utilizzo di tali strutture che in ogni caso appartengono alla collettività sarà ormai riservato alle sole entità con cospicui bilanci economici per cui si crea una evidente disparità di trattamento.
E' vero che esistono altre sale civiche che si possono utilizzare, in ogni caso hanno ach'esse tariffe non di scarsa entità e non consentono l'utilizzo della strumentazione necessaria per la proiezione di immagini o di filmati o per l'amplificazione della voce.
A volte ci si trova all'ultimo minuto con ambienti scarsamente riscaldati e la strumentazione che non funziona pur avendo pagato un corrispettivo salato per l'utilizzo. Va inoltre rimarcato che le sale civiche soprattutto nelle frazioni periferiche  sono diventate anche luoghi di aggregazione e coesione sociale dove fasce anziane di cittadini trovano occasione di comunicare e coltivare amicizie attraverso il gioco e i filos: perchè allora attualmente sono costretti ad abbandonare queste pratiche, non trovando altri spazi, per i costi eccessivi richiesti dall'ente pubblico?
Possiamo comprendere che tali scelte sono motivate dall'aumento delle spese di gestione, ma è pure vero che i cittadini già colpiti ultimamente da aumenti consistenti di imposte e tasse non possono vedere ulteriormente maggiorati singoli servizi che dovrebbero avere un prezzo simbolico e un accesso più libero e democratico. Lo slogan che attualmente si sente spesso ripetere è “non ci sono soldi” ma l'amministrazione ci dica " la cultura è solo una spesa o piuttosto una risorsa"? Ci chiediamo anche dove sta andando a finire la cultura a Viadana? Dove sta andando a finire uno stile di essere della comunità che nell'ultimo decennio ha raggiunto un cambiamento epocale?  E' sotto gli occhi di tutti un passaggio dall'individualismo, da una abitudine alla riservatezza del fare e del cercare fuori di Viadana   stimoli culturali e ludici, al tentativo di creare spazi, iniziative, progetti che hanno finalmente spinto i Viadanesi ad uscire di casa per ritrovarsi in luoghi di condivisione di interessi e partecipare a offerte culturali di vario tipo.  Perchè ad esempio la ludoteca è chiusa già da due anni? Non si può monetizzare qualsiasi espressione culturale o sociale.
La risposta non ci sono risorse può essere  trasformata solo accorgendoci che vi è  una diffusa disponibilità da parte di un volontariato competente ad organizzare, a gestire servizi, elaborare progetti basta saperlo coinvolgere e valorizzare. Una interpretazione chiara di ciò che si sta verificando è che vanno trovati spazi di dialogo e premesse di accordi in cui ciascuna delle parti, comune e cittadini, possano rinunciare a qualcosa e nel contempo ottenere qualcosa per arrivare all'obiettivo del proteggere e mantenere queste conquiste. 
Vi invitiamo pertanto a rivedere questa decisione e a riportare le tariffe a dei livelli accettabili ed eticamente condivisibili trovando soluzioni alternative.
NONSOLOVERDI PER VIADANA
MOVIMENTO 5 STELLE PER VIADANA