GAL Oglio Po Convegno PAC 2012

GAL Oglio Po terre d’acqua - Convegno PAC 18 aprile 2012
Sintesi dell’intervento del dott. Massimo Spigola (Nomisma)

“La Pac del post-2013: elementi chiave e prime valutazioni di impatto”
La proposta di riforma della PAC per il periodo 2014-2020 contiene al suo interno novità rilevanti; tra queste una delle più significative riguarda la riformulazione dei pagamenti diretti. Nelle ipotesi della Commissione questi dovranno essere riformulati e redistribuiti per garantire una maggiore equità tra gli Stati membri e tra gli agricoltori.
L’analisi del regolamento sui pagamenti diretti restituisce tuttavia un quadro molto complesso, dove la nuova architettura dei pagamenti appare poco in linea con le sfide oggi domandate ai sistemi agricoli e rurali europei.

In questo scenario di riferimento, le principali criticità sono oggi legate al cosiddetto “greening”, alla definizione di “agricoltore attivo” e alle possibili ipotesi di redistribuzione dei massimali nazionali tra le diverse regioni italiane. Queste criticità si sommano alle difficoltà finanziarie che derivano dalle proposte avanzate in merito al Quadro Finanziario Pluriennale per il 2014-2020, che fa registrare una riduzione di risorse per l’agricoltura comunitaria di circa il 12%.
Sintesi dell’intervento del dott. Alessandro Monteleone (INEA)
“La politica di sviluppo rurale post-2012 e la programmazione locale”
Il taglio previsto nella prossima programmazione comunitaria è del 12%. Pertanto a livello nazionale dovrebbe realizzarsi una riduzione da 8,9 miliardi di euro a 7,6 miliardi. Parlando del programma Leader è importante la possibilità di avviare programmi plurifondo a livello territoriale, in clima sinergico (FEASR, FESR). E’ necessaria una forte unità di impostazione tra le varie Regioni: senza un quadro di riferimento unico a livello nazionale, si assisterà alla capitolazione di fronte alle imposizioni della Commissione e alla ratifica di un negoziato in perdita.

Tra l’altro nella nuova impostazione, oltre ai budget non sufficienti, si registra un aumento di Comuni svantaggiati con un forte cambiamento anche degli interventi. Poiché si apre la strada dei programmi multifondo, va identificato un unico capofila, evitando confusioni.

Circa l’estensione delle aree Leader, il regolamento finora è poco chiaro: bisogna stare attenti ad evitare situazioni poco chiare.


Per quanto riguarda le misure di cooperazione e innovazione, si apre un filone interessante, ma bisogna evitare l’eccessivo potere di delega alla Commissione UE.

Marco Barbetta (Ufficio di presidenza Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento Europeo)


“Il percorso istituzionale di riforma della PAC: criticità e opportunità”

Il ruolo dell’agricoltura va assumendo una rilevanza crescente nella misura in cui gli incrementi reddituali delle economie emergenti stanno determinando una variazione nel paniere di spesa dei consumatori, rendendo necessario provvedere alla sicurezza degli approvvigionamenti alimentari.

Elementi quali la scarsità delle risorse (acqua, energia, terreni coltivabili, etc.) stanno determinando una crescente volatilità dei prezzi, che riguarda da vicino anche l’Unione Europea.

Accanto ai fattori critici, la nuova PAC contiene anche alcuni fattori positivi, quali ad esempio il meccanismo della codecisione, che vede un ruolo più attivo del Parlamento Europeo nei processi decisionali, nel segno di una vera e propria “rivoluzione democratica”.


Da sottolineare la necessità che la riforma insista in termini di misure volte alla gestione dei rischi del mercato, nonché verso una adeguata flessibilità nel sistema dei pagamenti diretti.






Tavola rotonda


Sono intervenuti:


Ettore Prandini – Presidente di Coldiretti Lombardia


Umberto Bertolasi – Direttore di Confagricoltura Lombardia


Mario Lanzi – Presidente di CIA Lombardia


Fabio Perini – Presidente di Fedagri Confcooperative Lombardia


Alberto Carini – Coordinatore di Legacoop Lombardia Agroalimentare


Maurizio Castelli – Assessore Sviluppo Economico e Politiche Agroalimentari Provincia di Mantova


Gianluca Pinotti - Assessore Agricoltura e Ambiente Provincia di Cremona


Giuseppe Torchio – Presidente GAL Oglio Po terre d’acqua


Moderatore: Antonio Boschetti, Direttore responsabile de “L’Informatore Agrario”


Nel corso della tavola rotonda il processo di codecisione, che vede un ruolo più incisivo del Parlamento Europeo, è stato di nuovo sottolineato quale fatto in grado di favorire il rilancio dell’agricoltura. Certamente da migliorare il sistema di premialità previsto dalla proposta di riforma, che sembra guardare al dimensionamento aziendale piuttosto che alla professionalità degli operatori e alla qualità del prodotto.


In questa PAC “conservativa e di rincorsa” si dovrà anche stabilire a quale livello declinare il processo di regionalizzazione, che rischia di determinare una perdita di fondi ed uno squilibrio tra i settori. Le organizzazioni professionali hanno proceduto in tal senso ad effettuare alcune simulazioni, giungendo alla conclusione che, comunque, la regionalizzazione comporterà un travaso di risorse dalle aree più floride a quelle più in difficoltà. Per tale ragione dovrebbe rivolgersi ad aree omogenee in termini di interessi, come ad esempio nel caso dell’asta del Po.
La burocrazia è emersa quale ulteriore elemento fortemente penalizzante per l’agricoltura e negli ultimi 50 anni si è assistito ad un processo di “selezione” che in realtà ha portato ad avere sempre meno aziende, di grandi dimensioni e con fatturati sempre più elevati. La semplificazione potrebbe certamente essere favorita da un quadro istituzionale connotato da certezza e lungimiranza.
Nel corso del dibattito gli intervenuti hanno attribuito un valore importante all’aggregazione quale elemento in grado di incidere concretamente sulla competitività del settore. Il territorio del GAL Oglio Po terre d’acqua riporta numerosi casi di successo ed è per questo che il ruolo delle Organizzazioni dei Produttori (OP) andrebbe supportato e adeguatamente considerato dal processo di riforma, sulla base di un modello organizzativo in grado di gestire i prodotti e rilanciarli sul mercato internazionale, un modello fatto di regole ma anche di contribuzioni.
La tavola rotonda ha infine ribadito la necessità di attuare adeguate misure di gestione del rischio connesso alla volatilità dei mercati, anche attraverso la creazione di fondi mutualistici di reddito connotati da una base territoriale ampia.
Massimo Ornaghi (Autorità di gestione Programma sviluppo rurale Regione Lombardia)
Conclusioni
Intervenendo a nome dell’assessore De Capitani e soffermandosi sulla constatazione che il 30% delle aziende lombarde potrebbe avere accesso al “greening”, ha affermato che le Regioni hanno presentato un unico pacchetto a livello unitario. Ora il problema per tutti è di non interrompere i flussi delle risorse per gli aiuti di Stato sul PSR, poiché il 90% della massa disponibile nell’attuale programmazione è già stata impegnata, e quindi si creerebbe un “buco” per gli esercizi 2012-2013. Dobbiamo stare attenti agli stravolgimenti che potrebbero derivare dalla nuova programmazione e favorire processi di coesione e di alta progettualità.

Si è dichiarato disponibile all’integrazione con gli altri fondi (cosiddetto “intervento multi fondo”) con una forte apertura al ruolo che potranno sviluppare i Gruppi di Azione locale (GAL). Bisogna puntare su progetti validi per Comuni “in rete” e per creare più valore aggiunto nella filiera: oggi nel Piano di sviluppo rurale non esistono strumenti precisi, quindi vanno creati attraverso una politica di sistema.