Viadana. Cimitero ebraico un anno dopo

A poco più di un anno dalla mia lettera pubblicata su questo giornale e dopo la ben più autorevole denuncia di due studiosi dell'ebraismo e del defunto Norsa apparsa su Gazzetta e Voce di Mantova circa le condizioni di oltraggioso degrado in cui versava il cimitero ebraico di Viadana, constato con piacere come un poco di ordine vi sia stato fatto. Coerente col passato la riapertura centrale del muro di cinta in corrispondenza del primitivo accesso, in origine chiuso da un grande cancello in ferro battuto come tutti i cimiteri; attende tuttavia di essere definitivamente sistemata
rimuovendo la barriera di plastica traforata color aragosta. Ricomposti i due pilastri.
Il piccolo accesso laterale è stato arbitrariamente murato ma visti i tempi è quasi condivisibile. Sono state tolte le immondizie dentro l'area cimiteriale ma, al momento, vi sono i rottami della demolizione, forse per i lavori non ancora ultimati. Esternamente dei rifiuti circondano il muro di cinta nello spazio tra i cipressi; auguriamoci che non sia un'abitudine ormai radicata di considerarlo una discarica. Vigileranno gli addetti?
Avevo concluso il 5 gennaio 2011 con "Spero, senza fiducia ma felice se sarò smentito,  che qualche amministratore legga, veda e pur con gravissimo ritardo, provveda a bloccare lo scempio". A chiunque si adoperi per questi interventi vada un ringraziamento. A lavori finiti comunicherò ai responsabili della comunità ebraica che anche Viadana rispetta i suoi cittadini ebrei defunti.
Alessandro Bosoni