I sindaci al capezzale dell'ospedale Oglio-Po

Viadana, Casalmaggiore e Pomponesco in Regione per difendere l'ospedale di Vicomoscano
Ciò che preoccupa sono i Primari non sostituiti, la carenza di personale cronica e zero investimenti. Tutti sintomi che nei quali i più pessimisti ravvisano una progressiva atrofizzazione della struttura a favore dei famosi accorpamenti nei capoluoghi di provincia. La strategia - volta al risparmio - è quella di coagulare le strutture sanitarie in agglomerati sempre più grandi che normalmente corrispondono con gli ospedali metropolitani riducendo di proposito l'efficienza di quelli periferici fino al punto che si possa dire che non sono più efficienti né sostenibili in modo da giustificarne la soppressione. Purtroppo così facendo si allungano le distanze tra l'utente e la struttura costringendo i pazienti e le famiglie a terribili disagi. Questo fenomeno, complice la crisi, si sta verificando sotto gli occhi di tutti e - benché sia da tutti negato e da tutti aborrito come una iattura - nessuno sembra in grado di fermarlo.
Dalla sintesi di un articolo della Gazzetta si legge: "Per il territorio viadanese-casalasco, il presidio di Vicomoscano è imprescindibile: gli ospedali alternativi, Mantova e Cremona, distano anche 40-50 chilometri. Il bacino di utenti è di 120mila cittadini. Ciò nonostante i primari di Medicina, Ortopedia e Pediatria, una volta andati in pensione, non sono stati sostituiti. La carenza di personale è cronica: si tampona con assunzioni a tempo determinato; ma, soprattutto d’estate, per garantire certi servizi se ne chiudono altri. In vent’anni di vita dell’ospedale, qui di investimenti ne sono stati fatti davvero pochi."