Viadana. PD Lista Penazzi: "Cittadinanza simbolica ai bambini stranieri"

Il prossimo consiglio comunale  il Gruppo PD e il Gruppo LISTA PENAZZI hanno depositato questa mattina un ordine del giorno per la discussione nel prossimo consiglio Comunale. 
Paolo Zanazzi
 Viadana li, 12/06/2012
Al Presidente del Consiglio Comunale
COMUNE DI VIADANA (MN)
Con preghiera di inserimento nel prossimo Consiglio Comunale
Oggetto: ODG  relativo al riconoscimento simbolico della cittadinanza onoraria ai bambini stranieri nati in Italia.
Alleghiamo alla presente un ODG da presentare nel prossimo Consiglio Comunale in coerenza all’adesione del nostro Comune alla campagna  “L’Italia sono anch’io” ed al dibattito nazionale sui temi della cittadinanza ai cittadini stranieri che proprio in questi giorni è stato affrontato da diverse forze politiche.
Indipendentemente dall’iter legislativo che compete al Parlamento, ci sembra molto importante rafforzare questo processo (come auspicato dal Presidente della Repubblica, dal Ministro per la Cooperazione e l’Integrazione, dalla Chiesa, e dal mondo dell’associazionismo, del volontariato e politico) con gesti ed azioni che seppur simboliche, possono favorire nell’opinione pubblica processi di condivisione ed integrazione sociale.

                                  Capogruppo PD                                                         Capogruppo LISTA PENAZZI
                                    Paolo Zanazzi                        Salvatore Rosario Villirillo

ORDINE DEL GIORNO

“RICONOSCIMENTO SIMBOLICO DI CITTADINANZA ITALIANA AI BAMBINI STRANIERI NATI IN ITALIA E RESIDENTI A VIADANA (MN)”

Premesso che
Il tema dell’integrazione dei Cittadini Stranieri in Italia e in Europa è la sfida più impegnativa da affrontare per gli Stati Europei ed è un impegno sul quale si gioca il futuro stesso del nostro Paese;
Il tema di una nuova legislazione in materia di cittadinanza per i Cittadini Stranieri che vivono già in Italia è oggetto di discussione in molte Regioni, Provincie e Comuni del nostro Paese;
Rilevato che
Nella Convenzione Europea sulla Nazionalità conclusa tra gli Stati membri del Consiglio d’Europa il 6/11/1997, ancora in attesa di essere ratificata da parte del nostro Paese, è previsto che ciascuno Stato faciliti, nell’ambito del diritto domestico, l’acquisizione della cittadinanza per “le persone nate sul suo territorio e ivi domiciliate legalmente e abitualmente” (art.6,paragrafo 4, lettera c);
L’articolo 3 della Costituzione Italiana garantisce che “tutti i Cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”;
Dall’ultimo censimento emerge che l’8% della popolazione italiana è composta da Cittadini Stranieri. I nati in Italia ancora giuridicamente stranieri superano il mezzo milione e, complessivamente, i minori stranieri residenti in Italia sono quasi un milione;
I Cittadini Stranieri in Provincia di Mantova sono oltre 64.000, che nel Comune di Viadana al 31/12/2011 erano 3.600 e che la presenza di giovani stranieri è in continuo aumento. Questi giovani stranieri vivono nello stesso contesto scolastico dei nostri giovani, parlano italiano, leggono in italiano, scrivono in italiano, studiano la storia d’Italia, sono figli di cittadini stranieri regolari che lavorano e pagano le tasse in Italia;
Considerato che
la  legge che norma attualmente la cittadinanza italiana (n.91 del 5/2/1992 – “Nuove norme sulla Cittadinanza”) è basata prevalentemente sullo “ius sanguinis”, cioè in sostanza viene mantenuta la cittadinanza originaria dei genitori;
il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – in recenti dichiarazioni – ha giudicato superato un diritto di cittadinanza fondato sull’istituto dello “ius sanguinis” anziché sullo “ius soli”, per i nati in Italia da genitori stranieri augurandosi che in Parlamento si potesse presto affrontare anche la “questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri”;
lo stesso Presidente della Repubblica ha più volte sollecitato e sostenuto i Comuni, le Province e le Regioni che hanno intrapreso iniziative volte a promuovere concretamente la discussione e la consapevolezza sul tema della cittadinanza alle persone straniere;
anche dalla Chiesa sono arrivati appelli al Parlamento per una riforma della Legge 91 che intercettasse quindi i cambiamenti demografici nel nostro Paese e che promuovesse così il riconoscimento della cittadinanza per i figli nati in Italia da immigrati stranieri;
ritenendo tale legge ormai anacronistica, è stata promossa, da parte di tante associazioni politiche, sociali, culturali e religiose una campagna di raccolta firme (“L’Italia sono anch’io”) per chiedere la riforma della Legge 91/1992, in particolare per quanto attiene il riconoscimento della cittadinanza ai bambini nati da genitori stranieri, di cui almeno uno sia legalmente soggiornante in Italia da almeno un anno. Una riforma basata pertanto sullo “ius soli”, secondo il quale è cittadino originario chi nasce sul territorio dello Stato, indipendentemente dalla cittadinanza posseduta dai genitori;
il diritto di cittadinanza del paese in cui si nasce è riconosciuto in molti stati di tradizioni democratiche quali gli Stati Uniti d’America, ed ha permesso a tanti figli di emigrati di sentirsi integrati nella vita sociale di quei paesi;
Ritenuto che
affinché questi giovani stranieri si sentano pienamente parte della nostra comunità devono vedersi riconosciuti i diritti e i doveri di un cittadino italiano;
il riconoscimento della cittadinanza è fondamentale affinché questi giovani siano e si sentano protagonisti positivi della costruzione della società e delle istituzioni in cui vivono e che per questo devono avere il riconoscimento dei diritti civili e dei diritti politici, quale ad esempio il voto;
alzare barriere tra le comunità e tra le persone induce all’emarginazione e alla ghettizzazione delle persone straniere con il conseguente rischio concreto di contrapposizioni anche violente, come è accaduto in altri Paesi europei;
il riconoscimento a questi giovani della cittadinanza può agevolare un percorso di integrazione reale dove veder affermata l’idea di una comunità al contempo unica e plurale, in cui le diversità culturali e religiose siano una ricchezza e non un problema, in cui il dialogo, il confronto, il rispetto dei diritti e dei doveri della Costituzione siano capisaldi.
Valutato che
il conferimento della cittadinanza onoraria è un atto simbolico, ma di grande valore civile, coerente con i propositi della campagna per la raccolta di firme “L’Italia sono anch’io”, campagna sostenuta anche dal nostro Comune;
L’ente locale stesso ha la prerogativa di assumere questa iniziativa, in quanto sede dell’anagrafe e detentore di un rapporto diretto con i propri cittadini;


Impegna l’ Amministrazione Comunale di Viadana (MN)

A conferire la cittadinanza onoraria ai bambini nati nel territorio italiano e residenti a Viadana (MN) da immigrati stranieri come atto simbolico e auspicata premessa di effettivo riconoscimento della cittadinanza italiana;
A continuare il sostegno ad iniziative volte ad incentivare una politica di accoglienza nei confronti di tale fascia di popolazione contribuendo alla realizzazione di una maggiore integrazione sociale.

    Viadana li, 12/6/2012
                          
              Capogruppo PD                                                         Capogruppo LISTA PENAZZI
                                    Paolo Zanazzi                        Salvatore Rosario Villirillo
                          
Il testo dell’Ordine del Giorno verrà inviato a:
Presidente della Repubblica – Giorgio Napolitano
Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione – Andrea Riccardi