150 anni della Biblioteca di Viadana

13 agosto 1862 - 13 agosto 2012
Da 150 anni la Biblioteca Comunale di Viadana è aperta al pubblico.
 Il 13 agosto 2012 ricorre il 150° anniversario dell’apertura al pubblico della Biblioteca Comunale di Viadana, avvenuta il 13 agosto 1862 con una solenne inaugurazione ed una folta partecipazione di cittadini e autorità. Ne è testimonianza l’opuscolo, pubblicato in quella circostanza, contenente  il discorso tenuto da don Luigi Parazzi che ne fu il fondatore ed il primo direttore; incarico che ricoprì per 50 anni. Nel suo pregnante ed apprezzato discorso, Parazzi  oltre ad un fervente patriottismo (dati i tempi in cui viveva), dimostra una fede incrollabile nell’importanza dell’ingegno umano, e soprattutto italiano, inteso nel senso di cultura, che non può non alimentarsi di letteratura.
In uno dei passi egli affermava: “Gli intendimenti ch'ebbero già i Viadanesi più colti, quando pensarono di fondare la biblioteca, furono di diventare ogni dì più sapienti e più virtuosi”. E concludeva il suo discorso con queste parole: “Io con allegro animo saluto quest'ora che segna gli esordi d'una istituzione altamente onorevole e proficua al paese, alla patria.”
La ricorrenza di questo avvenimento non può essere tenuta sotto silenzio, perché la Biblioteca Comunale è l’istituzione culturale viadanese più rilevante ed antica della storia della nostra città dalla proclamazione dell’Unità d’Italia. Già l’anno scorso abbiamo organizzato una mostra ed una conferenza in occasione dell’anniversario della fondazione avvenuta il 10 maggio 1861, che mirava ad evidenziare l’importanza del patrimonio librario della Biblioteca. Importanza confermata dal fatto che in occasione del prossimo Festivaletteratura di Mantova, in cui si terrà una mostra di libri delle antiche biblioteche circolanti ottocentesche, la nostra Biblioteca presterà ben 200 opere.
Per il prossimo autunno stiamo invece preparando una nuova mostra che illustrerà la storia del funzionamento della Biblioteca e della sua fruizione da parte del pubblico. Utilizzando parametri statistici quali il prestito dei libri, i giorni di apertura, il numero dei lettori, l’incremento del patrimonio, i cambiamenti di sede e gli stanziamenti del bilancio comunale sarà possibile evidenziare l’andamento dell’utilizzo della Biblioteca, quindi la sua valenza culturale e sociale, mettendolo in relazione con le Amministrazioni comunali, succedutesi nel corso dei decenni fino ad oggi. Sarà così possibile valutare il livello di attenzione dedicata a questa istituzione da parte degli amministatori pubblici viadanesi.
Questo anniversario ricorre in un momento storico particolare per la Biblioteca; infatti i dati statistici dimostrano che essa è in continua crescita (30.000 presenze nel 2011) mentre l’analisi dell’utenza e delle richieste che essa avanza dimostrano che la Biblioteca non è più soltanto un punto di riferimento culturale, ma si va via via affermando come servizio di erogazione (e non più soltanto attraverso la lettura, i libri, i documenti) di relazionalità, valorialità, condivisione umana delle fragilità, creatività, emotività positiva, disposizione critica, cittadinanza a 360 gradi, consapevolezza civica, inclusione, sostegno sociale, ecoriequilibrio, ecosostenibilità. In una parola la biblioteca fa parte ormai a pieno titolo del sistema del welfare. A fronte però di questa crescita, la grave crisi finanziaria che attanaglia gli Enti pubblici, sta portando ad una limitazione delle risorse destinate alla Biblioteca, che si concretizzano in particolare nella riduzione di personale bibliotecario professionalizzato. Ciò significa che diventerà sempre più difficile, forse impossibile, garantire in futuro quella qualità e quel tipo di servizi che hanno a che fare con il diritto alla felicità (well being), cioè quello stare bene che i diritti culturali sono in grado di implementare attraverso i processi culturali. 
Già l’imperatore romano Adriano, circa 1900 anni fa, aveva intuito che uno dei modi per fare fronte all’inverno dello spirito, conseguente a crisi economiche, sarebbe stato quello valorizzare le arti e di costruire biblioteche.
Anche oggi gli amministratori  si trovano nella necessità di effettuare delle scelte; la speranza è che esse vadano nel senso più favorevole ai cittadini che li hanno eletti, magari ascoltandone le istanze.

Il direttore
Antonio Aliani