Fossi a secco: "Non è colpa del Consorzio"

Il Consorzio di Bonifica Navarolo ci scrive una gradita ed educata lettera di risposta ai nostri articoli sui fossi privi di acqua, articoli non volti ad indicare colpe ma a denunciare un problema reale. La speranza è che col conributo delle autorità si arrivi a una situazione di maggior rispetto della fauna ittica selvatica, un bene che apaprtiene a tutti. La lettera del presidente del Consorzio Vezzoni è comunque importante perché dà un contributo notevole di conoscenza del problema e di questo lo ringraziamo caldamente pregandolo di tenerci informati di eventuali sviluppi. 

Anche quest'anno, come capita regolarmente in settembre al termine della stagione irrigua, si ripetono le polemiche sulla carta stampata e sui media per il basso livello dei canali gestiti dal Consorzio Navarolo.
Dopo aver preannunciato per tempo la fine della stagione agli uffici pesca e alle province competenti, il Consorzio ha dato notizia della chiusura dell'esercizio irriguo 2012 a partire dal 31 agosto, provvedendo alla fermata dei propri impianti di sollevamento, con conseguente abbassamento dei canali nell'arco di qualche giorno. Nella zona viadanese, in particolare, per sistemare dei tratti di sponda franati, intervento che va eseguito solo in presenza di alveo quasi in asciutta, si è dovuto temporaneamente procedere allo svuotamento parziale di alcuni canali.
E' certamente condivisibile il contenuto dell'articolo apparso su Viadana Notizie riguardante i canali consortili, si deve però precisare che il Consorzio "ha già dato",

avendo già fatto la sua parte, che è la più onerosa, quella economica.
Eppure i mezzi di comunicazione, sempre così informati, non si sono chiesti i motivi per cui nonostante la gravissima siccità, in assenza totale di pioggia, per tutta l'estate la nostra campagna abbia mantenuto un aspetto così fiorente e rigoglioso. Nessuno ha riconosciuto l'opera meritoria dei Navarolo e degli agricoltori, che attraverso i fossi e i canali consortili provvedono alla distribuzione capillare su tutto il territorio dell'acqua, che, occorre rimarcare, non viene semplicemente "mulada" e a costi pressoché nulli fatta discendere dalle chiaviche verso i canali, ma sollevata dai fiumi attraverso i grandi impianti di sollevamento di Isola, Casalmaggiore e Calvatorte, con dispendio di energia elettrica per milioni di kwh. Ii cui costo di diverse centinaia di migliaia di Euro, grava quasi esclusivamente sui soli agricoltori consorziati. Se gli impianti non fossero stati attivi, l'estate scorsa non ci sarebbe stata acqua in nessuna parte dei territorio consortile se non ridotta a rigagnoli in prossimità degli scarichi fognari dei paesi enti gravi conseguenze ambientali ed igienico sanitarie.
Purtroppo è proprio l'ambiente che ci circonda che si sta continuamente degradando, coti gravi effetti a livello della qualità di acqua, suolo ed aria. La situazione potrà comunque migliorare non con semplici prese di posizione ma con il contributo fattivo di tutti, anche in termini di sacrifici economici.
Il Presidente Bruno Vezzoni
Consorzio di Bonifica Navarolo
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Casalmaggiore 5 settembre 2012