Pavesi: "Riorganizzazione Province, resistere è una battaglia persa"

Pavesi
Se il presidente della provincia di Mantova non si decide ad andare al tavolo con le province di Cremona, Lodi,  Brescia o altri, rimarremo isolati e perdenti
Questa riforma non è convincente, siamo tutti d’accordo,  ma ormai è palese e scontato che il ministro Patroni Griffi non concederà deroghe all’aggregazione delle province che non rispondono ai criteri già fissati per il mantenimento dell’autonomia.
 Insistere su questa battaglia è inutile e, anzi, rischia di avere controindicazioni pesantissime per il territorio mantovano.

Le province di Cremona e Lodi stanno già lavorando per la fusione e Mantova rischia di venire aggregata d’ufficio senza mai aver trattato con le due province del Po e nemmeno con Brescia. E, in questo quadro, anche se per una serie di circostanze, altamente improbabili, riuscisse ad ottenere un’autonomia momentanea, Mantova si troverebbe isolata, una piccola appendice affiancata a territori più forti e più popolosi. Si deve cambiare marcia prima che sia troppo tardi».
Questa è la posizione emersa durante un incontro dei vertici democratici di Mantova, Cremona, Lodi e Pavia (che ha i numeri per restare autonoma) lunedì scorso.
 La posizione ufficiale del Pd è per le grandi aggregazioni amministrative dotate però di deleghe di peso e, soprattutto, di organismi eletti dagli abitanti.
Ma il Pd mantovano è spaccato.
Nella giornata di oggi,  il presidente della provincia di Mantova nell’audizione del Cal (Consiglio autonomie locali)  dedicata alle proposte di riordino delle province lombarde ha ribadito nuovamente la proposta di deroga per una Provincia autonoma mantovana. In tal modo mantiene viva una posizione che non rientrando nei criteri, aggrava ulteriormente l’isolamento della provincia mantovana.
 Il Gruppo regionale del Partito Democratico è invece impegnato in prima linea nel voler dare – finalmente – un riordino e una razionalizzazione alle Istituzioni territoriali.

Giovanni Pavesi