Crisi in Regione. "Si va davvero al voto"

Gruppo Pd
“TRA UNA SETTIMANA IL CONSIGLIO SI SCIOGLIE E SI VA A ELEZIONI”
 La mattinata d’Aula che ha innescato il conto alla rovescia per i 17 anni di Giunta Formigoni, è iniziata con una protesta simbolica in Aula da parte dell’opposizione di centrosinistra e si è conclusa con una sorta di accordo per sciogliere il Consiglio regionale la settimana prossima e dare il via al periodo che porterà alle elezioni.
 Oggi, martedì 16 ottobre 2012, il Consiglio regionale ha deciso che per tutta la settimana a venire la II Commissione Affari istituzionali discuterà la riforma della legge elettorale che verrà portata in Aula giovedì 25 ottobre.
“Ma se non sarà pronta o non si sarà trovata una quadra, si va al voto lo stesso”
 La giornata dell’opposizione di centrosinistra è iniziata con un’occupazione simbolica degli scranni della presidenza e l’esposizione di uno striscione con la scritta
“Tempo scaduto – Formigoni dimettiti”.

Dopo essere stati invitati a “sgomberare”, i consiglieri hanno esposto analoghi cartelli appena iniziata la seduta.
Ma oltre ai gesti, le parole sono state subito chiare: “Formigoni è stato evasivo rispetto alla spiegazione che doveva a quest’Aula sul perché siamo arrivati a questo punto”, ha detto Gaffuri, capogruppo PD, subito dopo l’intervento del presidente. E a proposito della richiesta del governatore al Consiglio di riformare la legge elettorale, il capogruppo gli ha ribattuto che “noi del Pd abbiamo depositato una proposta di legge di riforma elettorale ancora a inizio legislatura. Perciò facciamo pure anche una riunione di Commissione al giorno, ma approviamola quanto prima e chiudiamo questa esperienza”.
Martina, segretario regionale PD,  ha ricordato che da tempo il Pd cercava di dire a questa “maggioranza che era tempo di una svolta politica, di un passo in avanti e di maturare una consapevolezza maggiore a beneficio della Lombardia. Invece avete deciso di tirare a campare fino a superare il punto limite”. E ha aggiunto: “Io mi sarei aspettato che stamattina Formigoni venisse in Aula a rassegnare le sue dimissioni, non a spiegare come il Consiglio dovesse darle, perché ha il diritto-dovere di assumersi le responsabilità politiche che gli competono”. Infine, paventando possibili riconciliazioni nella maggioranza, ha chiesto “a tutti grandissima responsabilità: la Lombardia non sopporterebbe il gioco al cerino o di attendere di vedere chi vince nella partita a scacchi tra Pdl e Lega. Il momento difficile che si vive anche in questa regione va superato con un atto di grandissima lucidità e sincerità, soprattutto da parte della maggioranza”.
Milano, 16 ottobre 2012