Viadana. Lega: "intervento in Consiglio sulle scuole"

Devo dire che la proposta in oggetto mi preoccupa e la mia preoccupazione si
unisce a quella di tanti genitori e insegnanti perché è debole, difficilmente
si reggerà in piedi. Infatti la Regione con delibera di giunta del 11.07.12 è
chiarissima nell'indicare il limite minimo di 1000 alunni come soglia
dimensionale per gli istituti comprensivi. Numero che garantisce stabilità nel
tempo per le autonomie scolastiche, i rispettivi organici e alunni mettendoli
al riparo in previsione futura da eventuali decisioni dall’alto. L’allegato
alla delibera regionale cita testualmente proprio la stabilità tra gli
orientamenti per la programmazione “privilegiando le istituzioni che ne
evidenziano un trend positivo a preferenza di quelle che manifestano la
tendenza a perdere i requisiti prescritti”.In tutta la Provincia e ormai dappertutto, gli istituti comprensivi hanno
numeri maggiori che garantiscono la stabilizzazione nel tempo dell'autonomia
degli istituti stessi. Se la proposta dell'Amministrazione comunale di tre
ipotetiche direzioni (tutte al momento sono sotto i mille, senz'altro lo
sarebbero quelle del basso viadanese, S. Matteo è vicina alla quota ma va detto
grazie a Dosolo e Pomponesco) in deroga alla normativa (deroghe previste in
rarissimi casi come comunità montane ed anche in queste la tendenza è sopra i
1000, peculiarità come le isole, distanze importanti) se come dicevo questa
proposta è fatta per sventare la possibilità di riordini che vengano gestiti a
tavolino in qualche ufficio del provveditorato o a Milano, si corre il rischio
concreto che si trasformi in un boomerang. Infatti credo che difficilmente
verranno accettate deroghe. L’allegato alla delibera di giunta regionale dice
testualmente “in casi limitati e sporadici tali soglie dimensionali potranno
essere derogate”. Casi limitati e sporadici. Qua stiamo parlando nello stesso
comune, di realtà distanti al massimo 5-6 km: politicamente è un azzardo.
Questo può aprire le porte a decisioni verticistiche fatte in altri lidi, in
questo caso sì sulle nostre teste. Saremo sempre in balia, in ogni momento, di
decisioni arbitrarie.

Non possiamo neanche dire, proviamo, al massimo se va male torneremo indietro,
non credo proprio ci sarà un seconda chance, anche perché siamo stati convocati
d’urgenza, il termine scade il 31 ottobre. E’ un po’ come la faccenda della
riorganizzazione delle Province: non possiamo difendere a spada tratta quella
di Mantova ben sapendo che il governo non concederà deroghe. Così facendo ci
mettiamo fuori gioco da soli, non assumendoci la responsabilità invece di
gestire da attori protagonisti gli iter di riorganizzazione.

Inoltre, per creare un nuovo istituto comprensivo bisognerebbe "spacchettare"
le medie del capoluogo: una cosa illogica, chi si assumerebbe tale incarico di
spezzare percorsi scolastici? Su che base avverrebbe la scelta? Chi andrebbe
dove? Nascerebbero due mini istituti non equilibrati, asimmetrici: uno con più
corsi di infanzia e elementare e meno di medie e l’altro viceversa. In più: per
rispettare a pieno la verticalizzazione richiesta, logica vorrebbe che lo
sbocco naturale di chi finisce le elementari fossero le medie nello stesso
neoistituto svuotando il già esistente Parazzi. Mi è stato obiettato che ognuno
può andare dove vuole a scuola ma non credo la cosa sia così immediata,
bisognerebbe fare un passaggio in più: un atto volontario di scelta da
esercitare da parte dei genitori se volessero andare al Parazzi.

Ancora: esistono Dirigenti Scolastici che, in passato, avendo un istituto
comprensivo con circa 800 alunni, sono stati individuati per gestire altre
reggenze; ciò dipende dal fatto che c'è una grande penuria di Dirigenti e
quindi quelli che hanno le scuole più grosse (1600-1800 alunni) sono esonerati
dal doppio o triplo incarico che invece veniva di norma assegnato ai Dirigenti
di istituti comprensivi più piccoli.
Per avere l'esonero dall'insegnamento da parte del Vicario occorrono almeno 55
classi; tale situazione si verifica nel caso di un istitutto comprensivo
Parazzi da 1600 alunni, ma non certamente da parte dei due istituti comprensivi
(Parazzi ristretto e direzione didattica Vanoni verticalizzata) che non
arriveranno mai a superare gli 800 alunni per cui avremo sempre due istituti
comprensivi senza esonero per il Vicario che quindi dovrà svolgere a mezzo
servizio qualche insegnante e con la direzione didattica verticalizzata (pseudo
istituto comprensivo) perennemente in reggenza.
Quale aggiornamento e formazione in servizio sarà mai possibile per lo sparuto
gruppo degli insegnanti (precari e supplenti, mai di ruolo) della secondaria di
1°grado di via Vanoni che nel Collegio Docenti risulterà sempre in netta
minoranza rispetto ai docenti della scuola d'infanzia e della scuola Primaria?
Solo in un Collegio Docenti di un grande istituto comprensivo, essendo
equilibrata la presenza delle tre componenti dei docenti, sarà possibile
istituire commissioni (libri di testo, continuità, didattico-disciplinari,
formazione classi, valutazione...)
Quale qualità si può garantire a genitori e alunni per l'unica sezione della
scuola secondaria della direzione didattica verticalizzata quando non si potrà
disporre di onerosi laboratori d'informatica specifici (nonché partecipazione a
progetti come Scuola digitale,ecc...), laboratori linguistici e per
l'integrazione, gruppi di sostegno, laboratori artistici, musicali e
scientifici?
Quali costi aggiuntivi comporterà per il Comune lo sdoppiamento del Diritto
allo studio, l'allestimento di due piani di sicurezza, la costruzione di altri
locali per le lezioni frontali e soprattutto per i laboratori?
Quale qualità si avrà avendo la certezza di non avere insegnanti di ruolo ma
solo spezzoni di cattedre che annualmente comporteranno una inevitabile
discontinuità didattica? Essendo gli organici separati (infanzia, primaria e
secondaria) quali docenti infatti accetteranno il ruolo in una scuola precaria
secondaria con una sola sezione (tre classi)?
Quali opzioni di seconda lingua saranno garantite se c'è una sola sezione?
Come ci si regolerà con gli alunni trattenuti e con gli alunni diversamente
abili? Quali criteri di formazione delle classi saranno sensati e praticabili
con una sola classe (magari di 25-30 alunni)? Quali risorse in orario docenti
si renderanno disponibili per affrontare le supplenze temporanee o le
problematiche improvvise derivanti dalla immissione degli alunni stranieri o le
situazioni di crisi? Cosa faranno gli alunni che non frequentano l'insegnamento
della Religione?

L’amministrazione illustri al Consiglio comunale i pareri dei Consigli d’
istituto. Cosa ne pensano i genitori? La soluzione più ovvia e di buon senso
ritengo sia quella di mettersi al riparo e proporre i due istituti comprensivi
uno per il basso viadanese e quello esistente di s. Matteo che garantirebbero
le specificità territoriali e la verticalità richiesta. In maniera
inoppugnabile.

Se a Mantova o Milano, non conoscendo il territorio che so smembrassero e
unissero realtà distanti o non omogenee? Esempio: se prendessero un pezzo di
Cicognara e lo attaccassero a S. Matteo? (Come sembra che bozze girino negli
uffici del provveditorato) Come è stato detto in qualunque caso la direzione
didattica o neo istituto comprensivo rimarrà reggenza magari addirittura
multipla, in coabitazione. Qui non si tratta di salvaguardare un’autonomia, di
più, si rischia quasi sicuramente di perdere ciò che già si è acquisito come
istituzioni scolastiche oltre che come comune in termini di indirizzo e linea
politica.
Si è detto che, se ho ben capito, la Provincia sarebbe d’accordo con questa
ipotesi e che questa deciderebbe il dimensionamento ma l’iter non finisce qui:
il tutto viene inviato all’ufficio regionale scolastico che con le sue
eventuali osservazioni lo inoltrerà alla regione.
Con i due mini istituti oltre che a un raddoppio di strutture e competenze si
corre il rischio come successo finora di sovrapposizioni penso ad esempio al
solo utilizzo delle strutture sportive. La gestione delle strutture scolastiche
con un unico istituto sarebbe più razionale.

Si dice di come sia un ginepraio, che sia quasi impossibile districarsi nel
dimensionamento scolastico senza andare contro qualche protagonista del
contendere: ma questo è umano. Tutti cercano di difendere le loro posizioni ma
scusate io sono convinto che siano proprio queste scelte complesse, per certi
versi non immediate ne ragionevoli rispetto agli sbocchi naturali che
alimentano caos e legittime rivendicazioni tese alla difesa della soluzione più
coerente, più aderente alla normativa.

Vorrei aggiungere, a me risulta che venerdì scorso il consiglio d’istituto
Parazzi si sia riunito d’urgenza dati i tempi veramente stretti a cui tutti
siamo stati chiamati e abbia deliberato la propria contrarietà, contrarietà all’
unanimità (anche questo molto significativo) a questa proposta. E’ un intero
Consiglio d’Istituto che si esprime.
Una contrarietà ben argomentata, tra gli altri punti: l’amministrazione
comunale per giustificare l’insostenibilità di un unico istituto per Viadana e
frazioni sud portava ad esempio la precedente direzione didattica che doveva
gestire 1600 alunni su 17 plessi e grandi distanze. Ma la problematica è
risolta con l’istituto san Matteo; Il Parazzi porta l’attenzione sulla
precarietà di eventuali istituti sotto i 1000 alunni perché legati alla
sindacabilità dello Stato che può decidere o meno di fornire personale
dirigente e servizi amministrativi (in sostanza una situazione di reggenza
eterna). Rimarca l’inutilità di due istituti con lo stesso bacino di utenza e
bacino territoriale, dove le frazioni sud trovano da sempre sbocco nella scuola
secondaria di Viadana e l’esigenza di mantenere dove possibile separati alunni
di varie età per evitare promiscuità; ancora: l’attuale istituto comprensivo
Parazzi ha una finalità didattica monca dall’assenza dell’utenza delle scuole
primarie del capoluogo. Finalità didattica che è pienamente perseguibile da un
unico collegio docenti non da due. Nel documento si ricorda che la proposta
dell’amministrazione comunale è arrivata al limite, il 2 ottobre rispetto alla
sua adozione di stasera 10, impedendo di fatto un ragionamento se non d’urgenza
da parte del consiglio d’istituto. Inoltre: il consiglio d’istituto sottolinea
come la descrizione a premessa della proposta di delibera riguardi a suo parere
fatti e situazioni poco o nulla attinenti l’effettiva necessità di affiancare
sezione o classe di secondaria alla direzione didattica (ad esempio cosa cambia
se i pasti cucinati al punto cottura di Cicognara sono consumati da alunni di
media ospitati nelle elementari ecc); soprattutto non si affronta il dato di
fatto più importante che il nuovo progetto seppellisce definitivamente: da
sempre manca il collegamento verticale tra primaria e la secondaria nel loro
complesso a Viadana capoluogo (tra l’altro a 200m l’una dall’altra)!! Ci si
chiede perché l’istituto comprensivo, da anni sede di dirigenza di ruolo che
per legge dovrebbe inglobare la direzione didattica (sede di reggenza), debba
invece cedere classi scendendo sotto gli 800 alunni?
In sostanza si denuncia come sia a rischio la sopravvivenza dell’offerta
formativa che sottende lavoro, impegno e passione di tante professionalità.
Penso che non si possa ricondurre tutto a ipotetiche dispute personali di
singoli dirigenti come è stato da qualcuno avanzato: qui c’è un intero
consiglio d’istituto che all’unanimità non è d’accordo argomentando, non un
singolo dirigente, non si può ignorare. Se si soprassedesse su questo documento
la decisione presa stasera diventerebbe ancora di più una decisione politica,
puramente politica, fermiamoci un attimo e pensiamoci.

Giovanni Cavatorta