Crisi dell'Oglio Po: "Non solo colpa della spending review"

Baruffaldi da Pomponesco
Per il sindaco di Pomponesco primari non tagliati ma solo trasferiti a Cremona
Dopo che sabato è stata presentata la riorganizzazione dell'Ospedale Oglio con l'addio ai due primari di Ortopedia e Pediatria e la conferma del taglio al laboratorio di analisi si registra l'immancabile protesta dei sindaci. Manca invece la protesta dei cittadini ormai ammaestrati a tacer subendo ridotti nell'incapacità di allestire una minima reazione spontanea davanti all'ospedale. Così la protesta dei sindaci è ascrivibile ad un rituale e - come si è visto - serve a poco. Tuttavia - almeno - dalle loro parole si capisce quanto grave sia la situazione del nosocomio dell'Oglio-Po tant'è che la provincia di domenica titola "sindaci in trincea contro il ridimensionamento dei servizi". Il sindaco di Casalmaggiore Silla sembra spostare i riflettori da Cremona a Milano, partirebbe lì la "non volontà" di mantenere inalterato il potenziale dell'ospedale i motivi sono reconditi benché articolati ma di certo non coincidono con gli interessi della gente che necessita di un presidio in questa zona. Pino Baruffaldi sindaco di Pomponesco accusa più direttamente che quello che si sta consumando ai danni dell'Ospedale sarebbe una sorta di "furto legalizzato". Il sindaco di Pomponesco fa un'osservazione acuta ovvero che si dà la colpa alla spending review per far digerire i tagli, in realtà i tagli non i sarebbero adoperati, i primari infatti non sarebbero stati tagliati, bensì sarebbero solo migrati a Cremona. Un'altra prova - dice Baruffaldi -  è che non si è investito ad esempio nella manutenzione della struttura che ha i muri esterni scrostati e che l'ultimo grande investimento: la risonanza magnetica si è ottenuta grazie a donazioni del volontariato.