Pd Viadanese sempre più spaccato

Bellini
I problemi interni del partito rischiano di riflettersi sul funzionamento della macchina comunale
La Gazzetta col titolo "Pd Viadana, frattura sempre più netta, Il segretario dimissionario NIzzoli boccia il traghettatore Bellini: La sua nomina? Atto dittatoriale di una minoranza" descrive la convulsa situazione che si vive nel partito Democratico di Viadana. Perfino i ben attrezzati operatori dell'informazione come quelli del giornale mantovano faticano a dare descrizioni "comprensibili" al cittadino medio su quanto accade nel glorioso partito della sinistra locale. Sembrano fronteggiarsi due fazioni pressappoco equipollenti in termini numerici che si affrontano con toni a tratti durissimi evocando termini come "dittatura" riferendosi alle azioni dell'altra fazione. Vengono convocate assemblee disertate da alcuni per protesta, nomine di coordinatori vengono bollate di nullità, alcuni esponenti parlano apertamente di lotte durissime per il potere interno ormai incuranti di come il partito appaia conflittuale all'esterno. Sullo sfondo il sindaco Penazzi che guida un'amministrazione sostenuta da un Pd spaccato anche sulla questione delle nomine dopo che il primo cittadino ha sfiduciato motu proprio un assessore e un dirigente del Pd rinfocolando ulteriormente i toni della discordia. E' ancora la Gazzetta a chiedersi chi - all'interno del partito Democratico - potrà essere legittimato a fornire i nomi in sostituzione dei dimissionari Sartori e Perteghella. A cercare di mettere ordine nel partito è stato chiamato l'uomo di esperienza Bellini che si è dato 3 o 4 mesi di tempo per aggiustare le cose, ma - oltre al fatto che è già stato bocciato da una parte del partito - la città può permettersi di attendere tutto questo tempo in questo clima conflittuale che impedisce la serenità necessaria per la soluzione dei problemi veri?