Viadana. Danni nubifragio: "I privati non hanno denunciato"

E per il comparto agricolo si spinge perché Roma faccia la deroga
Una constatazione interessante nell'ambito della discussione sui danni della tempesta abbattutasi su Viadana (e molte altre località di cremonese e reggiano fino al bresciano) dello scorso 13 luglio è quella fatta dal sindaco Penazzi. Il primo cittadino osserva come i cittadini, i privati viadanesi,  si siano messi il cuore in pace ed abbiano rinunciato a chiedere l'eventuale risarcimento dei danni. Scantinati allagati che hanno compromesso parecchi mobili e veicoli in scantinati e garage interrati, molti i danni subiti dai privati nelle loro abitazioni, questo al di là dei danni nelle aziende e nel comparto agricolo. Nel suo complesso si stima (al ribasso) che i danni ammontino alla considerevole cifra di 20 milioni di euro. I danni alle proprietà private viadanesi si stimano attorno ai  250mila euro ma -  come dice il sindaco - i cittadini hanno rinunciato a denunciare i danni, forse disperando di potere ottenere i risarcimenti, e in più con la prospettiva di una estenuante (ed aleatoria negli esiti) trafila burocratica. Nel frattempo, sul fronte agricolo - che ha subito a causa della grandine danni del 100% in alcune colture e zone -  si profila una dura lotta a Roma per l'ottenimento dello stato di calamità naturale benché l'assessore Fava e altri parlamentari della zona stiano spingendo per un'accelerazione dell'iter e per l'ottenimento della deroga per i comuni colpiti a macchia di leopardo.