Viadana. Zanazzi: "No a cambiali il bianco"

Su Viadana i giornali locali aprono ancora sul braccio di ferro tra il consiglio comunale e il sindaco
Tra le due entità istituzionali è da qualche tempo in atto un braccio di ferro che si basa su diverse scuole di pensiero.
Dal punto di vista del sindaco la guida amministrativa della città gli spetta in esclusiva avendo ricevuto "personalmente" il mandato dai cittadini potendo quindi anche scegliersi la squadra di assessori, sua longa manus. Dal punto di vista del consiglio comunale ogni componente del consesso si sente privo da vincoli di mandato e ma nel suo insieme il consiglio si ritiene l'organo di controllo cui spetta il vaglio delle decisioni politiche e dare la fiducia al sindaco o revocargliela. Normalmente il consiglio comunale vota il suo sindaco ma a Viadana consiglio comunale e primo cittadino non sempre si sono trovate in sintonia, e quel che conta anche in seno alla sua stessa maggioranza.
In questo quadro i giornali approfondiscono il tema del rapporto tra il gruppo consiliare Pd e Sindaco ciascuno arroccato sulle proprie posizioni ritenute rispettivamente sacrosante.
Oggi - per i giornali locali - la notizia è quella del diniego alla cambiale in bianco.
La Gazzetta titola "No a cambiali in bianco" riferendosi alla risposta di Zanazzi al sindaco su un ultimatum di quest'ultimo che consisteva nella rassicurazione preventiva del voto favorevole al bilancio pena le dimissioni e il conseguente commissariamento che comporta per decreto rimozione di sindaco, giunta e scioglimento del consiglio comunale. La notizia è che i consiglieri Pd (esclusa Baracca) dicono "No" ad un documento che li impegna preventivamente a far passare il bilancio continuando ad invocare un cambiamento nel rapporto sindaco/consiglio nel rispetto dei ruoli istituzionali.
La provincia riprende il titolo "Nessuna cambiale in bianco" il clima resta teso in maggioranza, e mentre la Baracca si smarca definendo "politicamente inaffidabili" alcuni compagni consiglieri,  Zanazzi risponde a Penazzi: "...fiducia solo alle nostre condizioni". Il giornale cita poi Portanuova che invita il Pd "... principale forza di maggioranza di chiedere all'esecutivo di farsi da parte" e la Lega che con Cavatorta propone un documento di sfiducia come provocazione definendo "la maggioranza consiliare priva del coraggio di mandare a casa Penazzi".