Viadana. Crisi in Comune opinioni a confronto

Viadana. Un consiglio comunale
Mentre il sindaco Penazzi all'indomani della firma della mozione di sfiducia la cui votazione si terrà a fine mese definisce il gesto "Sconsiderato e che danneggia i cittadini a causa di progetti utili alla città bocciati solo per ripicche politiche (Gazzetta) dall'altra parte si leva la voce del capogruppo Pd Zanazzi a nome dei consiglieri Pd co-firmatari insieme alle opposizioni della mozione che nei propositi porrà termine anzitempo all'amministrazione attuale. Il capogruppo ripete ancora una volta le motivazioni che hanno portato a questo epilogo che si possono riassumere in un atteggiamento di esclusione da parte del sindaco nei riguardi del gruppo consiliare che lo sostiene, segnatamente i consiglieri Pd che - ad esclusione di Baracca - si sono sentiti completamente esclusi dai processi decisionali. Di qui - dopo parecchi mesi di sofferenza la decisione di farla finita anche se - come in un articolo sulla Provincia - Sefano Capaldo (M5stelle) definisce: "la sfiducia tardiva"  che se stata fatta in febbraio avrebbe consentito di votare già questo 25 maggio in concomitanza con le europee. Tornando a Zanazzi egli rivendica col suo gruppo la bontà del gesto motivandola con dichiarazioni che vanno dall'"impedire l'approvazione di varianti urbanistiche al progetto Cittadella della salute in cui si poteva permettere di incamerare soldi per la comunità fino alla questione infiltrazioni in cui occorreva salvaguardare l'immagine di una amministrazione sostenuta anche dal Pd". Quanto al "fuoco amico" ricevuto da altre correnti dello stesso Pd specie dal commissario - mandato sistemare i due circoli Pd in lite - Zanazzi innalza la sua bandiera del Pd sostenendo (sulla Gazzetta) che: "Il simbolo del Pd non può essere usato come marchio per sostenere un'amministrazione che nei fatti ha disatteso ideali e valori costitutivi del partito".