Viadana. Il dado è tratto, improbabile ri-votare il bilancio

Dopo il voto che ha bocciato il bilancio l'amministrazione viadanese dipende da un parere del ministero per quanto riguarda l'arrivo o meno di un commissario che si occuperà dell'ordinaria amministrazione fino a nuove elezioni che non potranno tenersi prima del 2015. Intanto il Pd provinciale "striglia i ribelli" che hanno votato contro il sindaco aprendo la crisi. S'apprende inoltre che oltre alla veste di "Peacekeeping" tra i due circoli il commissario del Pd aveva il mandato di "salvaguardare l'amministrazione comunale". L'auspicio del Pd provinciale è quello di ri-votare il bilancio salvando in curva cesarini l'amministrazione. In attesa del parere del Viminale il sindaco Penazzi ha tempo fino al 30 giugno per prendere o meno la decisione di dimettersi. Ma per gruppo consiliare Pd viadanese compatto (salvo Baracca) ormai il dado è tratto e non si torna indietro. Zanazzi ha ripetuto che sarebbe "inutile tornare in aula e ri-votare, con quel voto si è voluta dare una sfiducia politica in quanto - ribadisce Zanazzi - il sindaco per anni ci ha escluso dalle decisioni e - ora cambiamo". Per la segretaria provinciale Forattini "I viadanesi non capiranno questa crisi" Zanazzi invece è convinto che "I cittadini hanno capito benissimo quello che è accaduto in questi anni". Per la Gazzetta "La strada verso lo scioglimento del consiglio e l'arrivo del commissario è spianata". Se sarà così inizierà una lunghissima e durissima campagna elettorale.